Bambole ambasciatrici di amicizia

C'è una storia di bambole del secolo scorso che mi è sempre piaciuta molto e la voglio riportare qui in forma sintetica mettendo qualche link ai siti che ne parlano.
Una delle bambole giapponesiE' una storia che si situa in una ricerca di scambi diplomatici tra Stati Uniti e Giappone in un momento, gli anni venti del 900, in cui gli Usa avevano chiuso rispetto all'accoglienza di immigrati giapponesi
Questo il contorno molto generale e detto in modo semplicistico perchè quello che mi interessa è andare a vedere gli uomini e le donne che hanno agito in quel contesto. In questa storia incontriamo una persona,(Dr. Sidney Gulick) un americano appassionato del Giappone dove aveva anche vissuto che conosce la cultura e le usanze di quel popolo, ricorda la festa delle bambole del 3 marzo,molto importante in Giappone. Fa parte di un comitato che lavora per l'amicizia fra i bambini del mondo(Committee on International Friendship Among Children). Tutti questi elementi fanno nascere in lui l'idea di utilizzare le bambole come messaggere di amicizia dai bambini d'America ai bambini del Giappone. Una delle blue eyed dolls Realizza questa idea dando vita ad un flusso di bambole, dai dati che ho guardato sembra ne siano state spedite circa 12000, ognuna munita di carta di identità, che devono arrivare in Giappone per la festa delle bambole del 3 marzo 1927. Partecipano a questo invio, singoli cittadini, associazioni, scuole.
La storia, oggi ha un sito dedicato dove viene raccontata. Narra che la partenza di queste bambole è stata molto preparata in America per dare particolare rilevanza a questo gesto e per coinvolgere i bambini il più possibile.Una delle iniziative di coinvolgimento sono state i party di accompagnamento al viaggio realizzati nelle città di tutto il territorio degli Stati Uniti dove i bambini facevano conoscere alle bambole in partenza il Giappone raccontando storie, preparando cibi, vestendosi con il Kimono.
Queste bambole sono state chiamate Blue eyed dolls. Sembra che l'arrivo di circa 12000 bambole abbia suscitato una entusiastica accoglienza da parte dei bambini giapponesi. Anche in questo caso ci sono articoli di giornali che raccontano l'evento nei particolari e i giornalisti dell'epoca in entrambi gli stati riflettono sul fatto che queste bambole abbiano suscitato nelle famiglie di entrambi i paesi pensieri benevoli e di affetto verso i bambini dell'altro paese.
Come scambio dalle prefetture del Giappone sono partite 52 bambole della gratitudine molto particolari seguendo un progetto preciso studiato in alcuni mesi. Ad ognuna è stato dato il nome di una Prefettura del Giappone o di una delle città più importanti e una bambola un pò più alta delle altre ha rappresentato l'impero del Giappone così come tra le bambole americane c'era una "Miss America".

Queste bambole sono state un segno di riconoscimento e scambio del messaggio di amicizia.

Anche in questo caso le bambole, prima della partenza, sono state salutate dai bambini giapponesi con cerimonie nelle scuole per ognuna di esse.Le bambole erano state preparate dai migliori produttori giapponesi con una particolare attenzione ai particolari del viso dipinto, alle sete dei costumi.
A queste bambole è stato affidato un compito molto importante e lo hanno svolto favorendo la comunicazione tra gli studenti delle scuole che hanno adottato le bambole verso gli studenti dell'altro paese. Ci sono state lettere inviate per raccontare quanto le bambole fossero state bene accolte, ci sono stati articoli sui giornali di entrambi i paesi per enfatizzare come queste bambole stessero producendo pensieri di affetto, di amicizia verso i bambini dell'altro paese.
Le bambole stavano svolgendo il loro compito e sembra che abbiano continuato a svolgerlo anche dopo che entrambi i paesi sono sprofondati nell'inferno della guerra , nell'inimicizia e nella violenza più atroce.
Le bambole rotte suscitano emozione ed evocano normalmente una sensazione di dolore.
Si può dire che queste bambole dell'amicizia andarono in frantumi simbolicamente senza dubbio ma in molti casi anche nella realtà subirono scempio per essere le bambole del nemico.
Sono raccontate diverse storie di americani e giapponesi che hanno voluto, come azione personale, salvare le bambole, anche nascondendole in casa propria, durante la II guerra mondiale ma anche dopo per salvarle dalla inimicizia o dalla indifferenza che ognuna di loro ha subito anche negli anni seguenti la guerra.
Ho letto che in alcune scuole del Giappone e in alcuni musei americani ne esistono esemplari ritrovati dopo anni di scomparsa anche grazie ad un' altra persona, un ricercatore che si è molto prodigato per trovarne il più possibile.
Attualmente ci sono alcuni blog giapponesi degli studenti che sono dedicati alla bambola che nella loro scuola è custodita e alla storia che ha attraversato. In questa pagina molte delle bambole giapponesi hanno una pagina che racconta la loro storia personale.

Questo episodio delle bambole dell'amicizia è un particolare infinitesimale rispetto alla storia del mondo di quel periodo del '900 ma è notevole per il ruolo che viene riconosciuto alla bambola ed è interessante come i commentatori dell'epoca si siano soffermati sulla capacità delle bambole di suscitare pensieri e sentimenti di amicizia.


da creiamobambole.blogspot.com